24 set 2014
Differenze tra Wenger e Mourinho nel mercato delle loro squadre
18 ago 2014
I centrocampisti offensivi e i gol
Mesut Özil: mai in doppia cifra in campionato, 3 volte complessivamente (2009-2010 col Werder, 2010-2011 e 2012-2013 col Real). In carriera 52 gol in 344 partite.
Bastian Schweinsteiger: considerati anche i trascorsi da ala, mai in doppia cifra nè in campionato nè nel complesso. In carriera 65 gol in 506 partite.
16 set 2010
Top Class '88
Oggi inizieremo presentandovi la Top Class '88:
Panchina: Marcelo, J.Boateng, Otamendi, S.Blanco, Perotti, J.Hernandez, Sanchez, Di Maria.
Difficile trovare giovani portieri in circolazione e valide alternative, dunque la scelta cade su Vito Mannone, italiano d'Inghilterra che finora non ha sfigurato nelle rare occasioni in cui è stato chiamato in causa da Arsene Wenger. Decisamente di livello superiore la linea difensiva, composta da quattro giocatori di discreta esperienza ed ottime prospettive. Sugli esterni due fra le sorprese del recente Mondiale sudafricano: l'olandese Van der Wiel ed il portoghese Coentrão, entrambi terzini di grande qualità in grado di garantira una spinta costante ed efficace. Jonny Evans e Andrea Ranocchia compongono invece la coppia di difensori centrali che fa dell'altezza, della forza fisica e del senso della posizione i propri punti di forza.
La mediana parla invece spagnolo ed almeno sulla carta è di primissimo livello. Fisicità, corsa, inserimenti, palleggio, geometrie e qualità sono garantite dal sempre più seguito Javier Martinez e dalla stellina argentina del Valencia Ever Banega. Davanti a loro un trio altamente spettacolare, tutto dribbling, tecnica ed imprevedibilità che potrebbe fare le fortune dell'unica punta Aguero. Özil, Gaitan e Mata sono infatti in grado di creare superiorità numerica e cogliere impreparate le difese avversarie in ogni frangente: dei giocatori dal tasso tecnico incalcolabile e dal movimento costante, sempre alla ricerca dello spazio fra le linee e nati per non dare il minimo punto di riferimento all'avversario.
La stella: Mesut Özil
Dopo un Mondiale da esordiente in cui si è rivelato fra i protagonisti assoluti ecco il passaggio al Real Madrid di José Mourinho. L'ennesimo capriccio di Florentino Perez in un ruolo già occupato di diritto da 70 milioni di Euro disposti in statiche colonne di monete d'oro in stile Paperon de' Paperoni? No, perchè al tedesco Mesut sono bastate due partite per conquistare il difficilissimo ed incontentabile pubblico del Bernabeu, il posto da titolare e per appendere, con ogni probabilità, il cartellino "vendesi" alla maglietta numero otto di Kakà. Inevitabile dunque scegliere il giocatore del momento come la stella della Top11 classe 1988.In collaborazione con G.D.C.
30 giu 2010
WC2010: Top&Flop Generali - Ottavi di Finale
FLOPArbitri: scontato, ma assolutamente inevitabile. Durante la fase a gironi i direttori di gara hanno fatto intravedere parecchie lacune, ma l'apice è stato senza ombra di dubbio raggiunto in questi ottavi di finale. Fra gol clamorosamente non visti, fuorigiochi solari non ravvisati e tanti altri errori le recriminazioni sono purtroppo giustificate.
Blatter e la tecnologia: ci risiamo, dopo la colossale svista sul fallo di mano di Henry, Blatter e la ristretta cerchia di padroni del calcio tornano giustamente nell'occhio del ciclone. E' impensabile ed inaccettabile dover ancora assistere a simili spettacoli nonostante l'infinità di tecnologie che potrebbero accorrere in soccorso dei direttori di gara e dei loro assistenti. Certo, possiamo provare a capire quanto sia difficile dover rinunciare ad una buona dose di potere.
Corea del Sud: dopo il brillante inizio contro la Grecia, il Mondiale dei coreani è stato un continuo declino. Non è stata sufficiente la reazione d'orgoglio ad inizio secondo tempo per tenere testa ad un Uruguay nettamente superiore sotto qualsiasi punto di vista.
4-4-2 di Capello: non poteva mancare il famigerato modulo dell'allenatore italiano. Lui non ha esitato a prendersela con l'arbitro per la clamorosa svista sul pallonetto di Lampard, ma a destare molti dubbi è stata soprattutto la scelta tattica di affidarsi ad un modulo che definire superato può essere un eufemismo. Saper sfruttare il massimo delle potenzialità dei propri giocatori è un elemento chiave per ottenere risultati e non si può sicuramente affermare che Capello a tal proposito abbia fatto tutto il possibile (chiedere ad esempio a Steven Gerrard).
Golden-Generation inglese: è il capolinea o si riservano ancora un'ultima possibilità per l'Europeo del 2012? Gerrard, Terry, Lampard, Ferdinand, Beckham e Owen (questi ultimi tre assenti per infortuni) hanno sprecato l'ennesima chance, sembrando ormai inesorabilmente condannati ad essere sì ricordati per i numerosi titoli vinti con i rispettivi club, ma anche e soprattutto per l'assoluta incapacità di avvicinare un titolo internazionale con la maglia dell'Inghilterra.
TOP
M-Generation tedesca: la risposta agli inglesi è questo terrificante mix di talenti in ascesa verticale e principale sorpresa del Mondiale sudafricano. Intuire le potenzialità della Germania non era difficile, ma chi si sarebbe aspettato un impatto immediato tanto devastante? La generazione multiculturale tedesca è il perfetto esempio di integrazione, guidata dal turco Özil e dal tedeschissimo Müller ha davanti un presente roseo ed un futuro se possibile ancora più brillante.
Uruguay: ancora fra i top, Tabarez e i suoi ragazzi continuano a stupire raggiungendo uno storico risultato che mancava da decenni. La solidità difensiva di Lugano e Godin, la quantità e il ritmo di Perez e degli altri centrocampisti, la classe di Forlan e i gol tanto attesi di Suarez sono senza dubbio le chiavi di questa nazionale che ogni volta sorprende per personalità e livello di gioco. Il sogno della semifinale è sicuramente alla loro portata.
Brasile: finalmente si è rivisto il vero Brasile di Carlos Dunga, solido e cinico ai massimi livelli. Nonostante un Kaka ancora in ombra, i verdeoro danno l'idea di essere un'autentica ed infallibile macchina da vittorie. La sfida con l'Olanda si preannuncia altamente spettacolare.
Germania: abbiamo già parlato della M-Generation, ma è doveroso lodare anche la prestazione collettiva della squadra di Joachim Löw, l'unica oltre allo spregiudicato Cile di Marcelo Bielsa in grado di esprimersi quasi ai livelli di una squadra di club. Il risultato contro l'Inghilterra può essere stato effettivamente condizionato dalla clamorosa svista dell'assistente di Larrionda, ma la vittoria dei tedeschi è giustificata da una schiacciante supremazia a livello di gioco. Squadra corta, attenta ed aggressiva in fase di non possesso, veloce, letale e spettacolare palla al piede. Schweinsteiger in cabina di regia è sublime, Özil è un moto perpetuo e da in ogni momento l'impressione di potersi scatenare, Müller oltre a segnare due reti è una costante spina nel fianco dei malcapitati inglesi ed anche la tanto bistrattata coppia di centrali difensivi Friedrich-Mertesacker da una buonissima prova di solidità.
29 giu 2010
WC2010: Top&Flop Giocatori - Ottavi di Finale
FLOPKakà: in Brasile gira bene, ma aspetta ancora il suo presunto leader tecnico. Irritante e irritato, a giudicare dai tre gialli nelle ultime due partite giocate.
Wayne Rooney: purtroppo per il Manchester e l'Inghilterra, la sua stagione è finita con l'infortunio alla caviglia. Tanta volontà, ma del vero Rooney solo il nome sulla maglia.
John Terry: imbarazzante, e doveva essere il leader della difesa dopo il forfait di Rio Ferdinand. Missione fallita.
Roque Santa Cruz: il nome più famoso a rappresentare l'attacco del Paraguay. Sulla carta un reparto molto buono, nei fatti sterile come solo l'Italia...
Martin Demichelis: per l'ennesima volta si fa saltare come un birillo. Cambia la pettinatura, purtroppo non la sostanza.
Cristiano Ronaldo: per uno coi suoi numeri, giocare decentemente un tempo in tutti i Mondiali è un pò pochino. Come sempre assente in nazionale, e a questo punto gli alibi iniziano a cadere.
Ricardo Osorio: dopo il macroscopico errore arbitrale, regala il 2-0 che di fatto elimina il Messico.
Joan Capdevila: perchè non è ammissibile fare simili, indegne, sceneggiate. Un mese a giocare a rugby aiuterebbe a capire come gira il mondo.
TOP
Diego Perez: l'incarnazione della leggendaria garra dell'Uruguay.
Luis Suarez: la porta la vede come pochi, e il secondo gol è una perla.
Wesley Sneijder: tonnellate di sostanza, in un oceano di qualità. Gol e assist per indicare la strada a una nazionale storicamente perdente. Un condottiero.
Arjen Robben: fenomenale. In due partite un palo e un gol, è la scintilla che mancava all'Olanda per scompigliare le carte.
Kevin-Prince Boateng: più si alza la posta, più sale di livello. Primo gol in nazionale, quando contava davvero.
Javier Hernandez: il talento già del Manchester United dimostra capacità tecniche e grande senso del gol. Segnali di un futuro campione.
Arne Friedrich: dovrebbe essere l'anello debole della difesa tedesca. Non concede un centimetro a nessuno, con le buone e con le cattive. Un vero lottatore.
Bastian Schweinsteiger: tedesco purosangue (ed è una notizia di questi tempi), nel cuore del gioco e della sua squadra. Alla lunga giganteggia in tutte le fasi, regalando un assist.
Lukas Podolski: tantissima corsa unita a gol e qualità. Un valore aggiunto sulla sinistra.
Mesut Ozil: come un anno fa in Under21, dispensa calcio anche tra i grandi. Svaria molto, e ovunque fa male.
Thomas Muller: il più inesperto dei titolari gioca come se con questa maglia ci fosse nato. Sembra sempre lento, scoordinato, in ritardo, ma fa tutto con una qualità mostruosa. Viaggia tra le linee con una facilità disarmante tagliando a fette l'Inghilterra.
Miroslav Klose: il miglior bomber possibile per la Germania. Si muove tantissimo, corre, pressa e soprattutto segna. Sono 12 ai mondiali e 50 in nazionale...
16 giu 2010
WC2010: Top&Flop Giocatori - Prima Giornata
FLOPKakà: stella designata del Brasile, 10 sulle spalle, prima scelta assoluta di Dunga alla faccia di Ronaldinho. Dopo una stagione che definire difficile è un eufemismo, si aspettava con ansia il suo riscatto in maglia verde-oro,e la Corea del Nord sembrava una vittima designata. Partita storta, con tanti, troppi errori anche in cose banali per uno come lui. Non a caso il gioco del Brasile non è decollato.
Veron: leader e faro del gioco dell'Argentina per scelta di Maradona, tornato in nazionale a 35 anni, i maligni dicono che abbia pilotato lui le convocazioni per non avere compagni ingombranti di fianco. Il risultato è stata una partita troppo imprecisa, mai nel vivo del gioco, con poca, troppa poca luce e la ciliegina dell'affaticamento muscolare.
Krasic: forse il miglior talento della Serbia si è perso all'esordio come tutta la sua nazionale. Errori nei passaggi, nei dribbling e un paio clamorosi nei controlli, con una tendenza all'accentrarsi da trequartista che non è sembrata troppo nelle sue corde. Il mercato distrae?
David Silva: uno dei segreti della Spagna campione d'Europa si perde nel suo talento. Ha faticato a trovare la posizione,a dialogare coi compagni e a creare la superiorità numerica. L'impressione di essere troppo molle non è una bella etichetta.
Ribery: dovrebbe essere il talento "esperto" di questa Francia, invece gioca una partita tutta fumo, sulla falsa riga della stagione al Bayern. Senza Robben dall'altra parte del campo.
Gourcuff: le petit Zidane è chiamato a questi Mondiali alla prova di maturità. Campione vero o giocatore al massimo da Ligue 1? La prima risposta è sconfortante. Una partita passata a nascondersi, con poca voglia e meno personalità. Stasera la rivincita?
Portieri: si, è una critica alla categoria. Lo Jabulani non sarà un grande pallone, ma non deve diventare nemmeno un alibi. Errori tecnici (in particolare per Algeria, Paraguay e Inghilterra) troppo brutti per essere veri e pure decisivi.
Attaccanti: AAA punte cercasi potrebbe essere il sottotitolo di questa prima giornata. Certamente è un caso e le squadre devono ancora entrare bene nei meccanismi, ma al momento i principali protagonisti dei sogni dei tifosi latitano.
TOP
Maicon: migliore in campo per la sua nazionale, spinta costante sulla destra, dribbling, cross, duetti sulla fascia e un gol da copertina. Che altro chiedere a un terzino?
Mascherano: il capitano di Maradona è chiamato a un compito tatticamente difficile, e risponde alla grande. Un uomo solo in mezzo al campo, a dare equilibrio a tutta la struttura. Tatticamente un maestro.
Ozil:l'astro nascente del calcio tedesco, che ha già portato l'Under21 al titolo di Campione d'Europa. Mancino illuminato, mille idee, dribbling, corsa e visione di gioco. Tenetelo d'occhio.
Podolski: Dottor Lukas e Mister Podolski. In nazionale come sempre una prestazione di spessore assoluto, a macinare chilometri con grande qualità in fascia, un gol per non perdere l'abitudine. I suoi tifosi di Bayern e Colonia si chiederanno quale sia il segreto...
Muller: da trequartista sorpresa del super-Bayern ad ala. A destra si dimostra a suo agio e trova pure il primo gol in nazionale, alla terza presenza. Eppure un Muller col 13 in questa nazionale mi sembra di averlo già visto...
Alexis Sanchez: il folletto dell'Udinese si presenta al palcoscenico internazionale con una prova da fenomeno in erba. Imprendibile a destra, mille numeri palla al piede e grande corsa in fase di non possesso. Un assist tanto per metterci il giusto di arrosto.
Forlan: da centravanti implacabile all'Atletico Madrid, a regista offensivo nell'Uruguay. Pochissime prime punte sarebbero in grado di farlo, e Diego si dimostra leader completissimo, capace di gestire il gioco con grande intelligenza tattica.
Kwadwo Asamoah: il ragazzo ci sa fare. Grande personalità, corsa e si dimostra capace di gestire il gioco, cosa mai facile per le nazionali africane. Che sia l'erede di Essien?
Lichtsteiner: da terzino destro della Lazio a incubo peggiore di qualunque giocatore spagnolo che si sia avventurato nella sua zona di competenza. In difesa un muro invalicabile, fisico e cattivo il giusto, corsa costante in avanti in appoggio alle veloci ripartenze svizzere. Ne sentiremo ancora parlare.
Inler: un diesel. Fatica un pò a prendere le misure (e contro la Spagna mi pare il minimo), ma dopo un tempo inizia a dettare legge. Fisicamente gli avversari gli rimbalzano addosso, imposta bene con entrambi i piedi, preziosissimo e tatticamente attento a coprire in difesa.
Jong Tae-Se: simbolo di un paese con le sue lacrime durante l'inno, lo sconosciuto attaccante lotta come un leone contro la morsa di Lucio e Juan. Continuo movimento, grande fisico e intelligenza come dimostra la sponda per il gol della sua squadra. Qualche errore, ma scusabilissimo.

