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13 mag 2014

Matías Kranevitter

Matías Kranevitter nasce nel maggio del 1993 a San Miguel de Tucuman, capitale dell'omonima provincia nell'interior argentino. Affacciatosi in prima squadra già durante la gestione tecnica di Matias Almeyda, il Colorado -o più semplicemente "Colo"- ha trovato spazio e relativa continuità d'impiego con l'avvento in panchina di Ramon Diaz ed è la nota più lieta del River Plate, che domenica si appresta a giocare l'incontro decisivo per la conquista del Final 2014.

Acquistato dai Millonarios a 14 anni, Kranevitter non si può considerare uno che ha bruciato le tappe, pur essendosi tolto le soddisfazioni di vincere, tra le altre cose, una Copa Libertadores U20 e di aver fatto costantemente parte delle nazionali argentine giovanili. Il debutto in Primera è arrivato infatti soltanto a fine 2012 nella vittoriosa sfida contro il Lanus, quando la Banda era gestita ad interim da Gustavo Zapata, e nei mesi successivi il Colo ha collezionato 4 misere presenze, dando comunque la sensazione di poter essere un giocatore importante per il futuro. Nell'ultimo anno la crescita del ragazzo è stata imponente e Kranevitter è entrato in pianta stabile nel giro dei titolari, prendendo spesso il posto dei senatori Ponzio e Ledesma.

Meno tecnico di Lanzini, meno potente di Eder Alvarez Balanta e meno elegante di Quignon -centrocampista lasciato scappare con troppa facilità al San Lorenzo e da tenere d'occhio-, Matias tra i '93 del River è quello che c'è ma non si vede. Mediano d'ordine e di grande acume tattico, è arrivato in Primera in punta di piedi per completare con un po' di forze fresche il centrocampo millonario ed è bastato poco per intuire che le sue caratteristiche sarebbero ben presto tornate utili a Ramon Diaz. Questo perché pochi giovani sanno muoversi come lui tra centrocampo e difesa, leggere bene le situazioni di gioco e dare equilibrio a un sistema molto delicato e complesso come il 4312 studiato dal Pelado.

Alto poco meno di 1 metro e 80 per un peso di circa 75kg, Kranevitter non ha l'energia brutale di un Mascherano o di un Almeyda, né la qualità pura di un Fernando Redondo, però sa stare in campo, sa recuperare palla e la sa muovere con idee e tempi giusti. Il Colo ha senso della posizione, grinta e tempismo che gli permettono di essere un fattore importante in fase di non possesso, grazie all'ottimo senso tattico e alla predisposizione al sacrificio. La puntualità nelle coperture e l'abilità nel saper galleggiare tra le linee ne fanno infatti un perno davanti alla difesa di sicuro affidamento, che presenta il solo limite dello scarso peso nel gioco aereo.
Con la palla tra i piedi, come accennato, non siamo di fronte a un nuovo Veron, ma Kranevitter ha comunque messo in mostra buone doti di palleggio e lettura del gioco. Tocchi precisi, a volte ancora ritardati di qualche tempo complici i ritmi sudamericani, e aperture interessanti, sia in orizzontale che in verticale. Non a caso Ramon alle volte ha preferito la sua varietà "nell'offerta di passaggi" (per richiamare una celebre frase di Marcelo Bielsa rivolta a Carlos Tevez in un Peru-Argentina del 2004) al ritmo compassato e ai passaggi fin troppo prevedibili del Lobo Ledesma.

Ma al di là di tutto a colpire in queste prime stagioni di Kranevitter sono state la personalità e la sicurezza con cui il tucumano ha saputo inserirsi nei meccanismi (non troppo perfetti) del River Plate, senza soffrire minimamente l'insostenibile pressione del Monumental e di una delle maglie più pesanti del continente. Non a caso Sabella lo segue da tempo e il Colo potrebbe essere una delle sorprese nella lista dei 30 giocatori preconvocati in vista del Mondiale brasiliano.

30 ago 2010

Foto ricordo

Argentina Campione Mondiale U-20 2007
Prima fila in alto, da sinistra: M.Zarate, Fazio, Romero, Sigali, E.Insua, Aguero
Seconda fila: Mercado, Sanchez, M.Moralez, P.Piatti, Banega
Panchina: Garcia, Cahais, Yacob, D.Escudero, Vaboril, Cabral, Gomez, Di Maria, Acosta, Centeno
DT: Hugo Tocalli


Toronto, 22 Luglio 2007. Mancano pochi minuti al fischio iniziale della finale del Campionato Mondiale under 20 tra Argentina e Repubblica Ceca quando le due squadre, effettuati i convenevoli, posano per la foto di rito. Gli occhi degli spettatori sono tutti per il capitano dei futuri campioni, il numero 10, Sergio Aguero, capocannoniere e stella più scintillante di una competizione che ha permesso al mondo del pallone di conoscere giovani del calibro di Pato, Cavani, Mata, Pique, dos Santos, Suarez, Alexis Sanchez e tanti altri provenienti da ogni parte del globo. Una concentrazione di talenti in erba memorabile, una parata di stelline che soltanto tre anni dopo sono state fra le sorprese del Mondiale dei grandi, quello giocato in Sud Africa. Fra loro ha tuttavia brillato incontrastata una sola squadra: la Seleccion di Hugo Tocalli, troppo superiore alle avversarie dal punto di vista tecnico, completa in ogni reparto, solida e dotata di una straordinaria mentalità vincente.

Raramente si sono viste nazionali giovanili tanto dotate qualitativamente, composte da giocatori già affermati nei rispettivi club nonostante la giovanissima età e quasi tutti potenzialmente titolari nell'undici della Seleccion. Basti pensare ad un'altra Argentina titolata, quella del 2005, trascinata alla vittoria esclusivamente dal genio di Leo Messi, predicatore nel deserto più assoluto, salvo rare eccezioni quali Zabaleta o Gago. Ma quanti dei ragazzi ritratti nella foto hanno mantenuto le aspettative e tenuto fede all'infinità di buone parole spese prima, durante e dopo il Mondiale canadese?

Buona parte ha tentato con successo l'avventura nel vecchio continente, conquistando facilmente i nuovi tifosi e attirando fin da subito le attenzioni dei club più blasonati, come nel quasi scontato caso di Aguero, oppure sorprendendo un po' tutti e raggiungendo palcoscenici allora inimmaginabili come Di Maria, acquisto del Real Madrid fortemente voluto da José Mourinho. L'ala di scuola rosarina appariva allora troppo bizzosa ed incostante per poter avere un serio impatto sul calcio europeo, ma la positiva avventura al Benfica ed il procuratore giusto lo hanno sorprendentemente proiettato all'ombra del Bernabeu.

Zarate, altro gioiello del reparto offensivo dell'Argentina di Tocalli, ed il suo gemello del Velez Damian Escudero hanno avuto a loro volta percorsi completamenti diversi. Il primo, dopo una sciagurata avventura in Qatar, ha ritrovato fama e fortuna alla Lazio, il secondo ha invece fallito il primo tentativo di approcio al calcio europeo, rispedito in Argentina a prendere lezioni da Riquelme tra le fila del Boca Juniors. Altra sorte è invece toccata a Pablo Piatti, trequartista acquistato a sorpresa dall'Almeria ed al momento apparentemente destinato ad un carriera non proprio nell'elite del calcio europeo. Peggio sta andando a Lautaro Acosta, riserva del Siviglia che fatica ad imporsi nel club andaluso, sorpassato nelle gerarchie anche dal connazionale Perotti. Diversa la situazione del suo compagno di club, Fazio, centrale difensivo roccioso con ancora buoni margini di miglioramento.

Ever Banega, faro e leader della squadra, grazie alla ritrovata fiducia è finalmente tornato ad esprimersi sugli straordinari livelli messi in mostra nel Mondiale canadese ed in Sud America. Assieme ad Aguero è probabilmente stato il giocatore che nella manifestazione giovanile ha riscosso il maggior numero di consensi, esibendo un repertorio di prim'ordine. Il suo compagno di reparto, Claudio Yacob, ha invece preferito maturare in patria, dove è diventato capitano del Racing Club di Avellaneda ed uno dei centrocampisti più interessanti del torneo locale. Dotato di buona tecnica, fisicità e senso tattico, è sul taccuino di molti club europei ed in particolare italiani; difficilmente rimarrà in Argentina, dove invece sembra essersi definitivamente stabilito Maxi Moralez, trequartista tanto di talento quanto fisicamente inadatto al calcio fisico del vecchio continente.

Un altro giocatore accostato in estate a squadre italiane è invece Emiliano Insua, terzino sinistro della Seleccion affermatosi con pazienza e tanto lavoro sulla fascia sinistra del Liverpool nel dopo-Riise. A sorpresa, tuttavia, uno dei giocatori ad aver finora incontrato maggiori fortune è il portiere, quel Sergio Romero, nella foto irriconoscibile con i capelli corti, scelto da Maradona come titolare dell'Argentina al Mondiale sudafricano e destinato ad essere un punto fermo dell'Albiceleste per parecchi anni.

Insomma, una squadra dall'immenso potenziale che fra qualche anno potrebbe costituire la spina dorsale della Seleccion dei grandi, dove, con ogni probabilità, ci sarà anche Gonzalo Higuain, altro talento che avrebbe potuto prendere parte al Mondiale U-20, ma ignorato dal DT per motivi tuttora poco chiaro. Soltanto il tempo saprà dire se si tratta di una generazione d'oro o meno, ma raramente guardando la foto di una nazionale giovanile potremo riconoscere tanti volti noti.

12 lug 2010

WC2010: Domanda-Risposta

Ecco di seguito alcune brevi domande a risposta secca con cui cercheremo di decretare i nostri verdetti.


G.D.C.


1] Squadra simbolo del Mondiale? Spagna
2] Giocatore simbolo del Mondiale? Wesley Sneijder
3] Migliori tre giocatori? Wesley Sneijder, Diego Forlan, Thomas Müller
4] Le tre giovani rivelazioni? Thomas Müller, Mesut Özil, Sami Khedira
5] Le tre sorprese? Arevalo Rios, Diego Perez, Arne Friedrich
6] I tre flop? Lionel Messi, Fernando Torres, Arjen Robben
7] Squadra che ha espresso il miglior calcio? Germania, seguita dall'Uruguay
8] Squadra delusione? Brasile
9] Squadra sorpresa? Uruguay
10] Tre migliori CT? Tabarez, Löw, Van Marwijk
11] Tre peggiori CT? Lippi, Domenech, Maradona
12] Tre assenti di lusso? Cristian Rodriguez, Cambiasso, Cassano
13] Partita più bella? Germania-Argentina
14] Gol più bello? Diego Forlan, Uruguay-Germania


G.B.

1] Squadra simbolo del Mondiale? Spagna
2] Giocatore simbolo del Mondiale? Wesley Sneijder
3] Migliori tre giocatori? Wesley Sneijder, Diego Forlan, Bastian Schweinsteiger
4] Le tre giovani rivelazioni? Thomas Müller, Mesut Özil, Kevin Prince Boateng
5] Le tre sorprese? Diego Perez, Arne Friedrich, Diego Lugano
6] I tre flop? Kaka, John Terry, Robin Van Persie
7] Squadra che ha espresso il miglior calcio? Germania, Cile
8] Squadra delusione? Brasile
9] Squadra sorpresa? Uruguay
10] Tre migliori CT? Tabarez, Del Bosque, Löw
11] Tre peggiori CT? Lippi, Domenech, Maradona
12] Tre assenti di lusso? J.Zanetti, Cambiasso, Riquelme
13] Partita più bella? Germania-Inghilterra
14] Gol più bello? David Villa, Spagna-Honduras


Voi cosa ne pensate?

29 giu 2010

WC2010: Top&Flop Giocatori - Ottavi di Finale

FLOP

Kakà: in Brasile gira bene, ma aspetta ancora il suo presunto leader tecnico. Irritante e irritato, a giudicare dai tre gialli nelle ultime due partite giocate.

Wayne Rooney: purtroppo per il Manchester e l'Inghilterra, la sua stagione è finita con l'infortunio alla caviglia. Tanta volontà, ma del vero Rooney solo il nome sulla maglia.

John Terry: imbarazzante, e doveva essere il leader della difesa dopo il forfait di Rio Ferdinand. Missione fallita.

Roque Santa Cruz: il nome più famoso a rappresentare l'attacco del Paraguay. Sulla carta un reparto molto buono, nei fatti sterile come solo l'Italia...

Martin Demichelis: per l'ennesima volta si fa saltare come un birillo. Cambia la pettinatura, purtroppo non la sostanza.

Cristiano Ronaldo: per uno coi suoi numeri, giocare decentemente un tempo in tutti i Mondiali è un pò pochino. Come sempre assente in nazionale, e a questo punto gli alibi iniziano a cadere.

Ricardo Osorio: dopo il macroscopico errore arbitrale, regala il 2-0 che di fatto elimina il Messico.

Joan Capdevila: perchè non è ammissibile fare simili, indegne, sceneggiate. Un mese a giocare a rugby aiuterebbe a capire come gira il mondo.


TOP

Diego Perez: l'incarnazione della leggendaria garra dell'Uruguay.

Luis Suarez: la porta la vede come pochi, e il secondo gol è una perla.

Wesley Sneijder: tonnellate di sostanza, in un oceano di qualità. Gol e assist per indicare la strada a una nazionale storicamente perdente. Un condottiero.

Arjen Robben: fenomenale. In due partite un palo e un gol, è la scintilla che mancava all'Olanda per scompigliare le carte.

Kevin-Prince Boateng: più si alza la posta, più sale di livello. Primo gol in nazionale, quando contava davvero.

Javier Hernandez: il talento già del Manchester United dimostra capacità tecniche e grande senso del gol. Segnali di un futuro campione.

Arne Friedrich: dovrebbe essere l'anello debole della difesa tedesca. Non concede un centimetro a nessuno, con le buone e con le cattive. Un vero lottatore.

Bastian Schweinsteiger: tedesco purosangue (ed è una notizia di questi tempi), nel cuore del gioco e della sua squadra. Alla lunga giganteggia in tutte le fasi, regalando un assist.

Lukas Podolski: tantissima corsa unita a gol e qualità. Un valore aggiunto sulla sinistra.

Mesut Ozil: come un anno fa in Under21, dispensa calcio anche tra i grandi. Svaria molto, e ovunque fa male.

Thomas Muller: il più inesperto dei titolari gioca come se con questa maglia ci fosse nato. Sembra sempre lento, scoordinato, in ritardo, ma fa tutto con una qualità mostruosa. Viaggia tra le linee con una facilità disarmante tagliando a fette l'Inghilterra.

Miroslav Klose: il miglior bomber possibile per la Germania. Si muove tantissimo, corre, pressa e soprattutto segna. Sono 12 ai mondiali e 50 in nazionale...

24 giu 2010

WC2010: Top&Flop Generali - Seconda Giornata

FLOP

Francia: indiscussa regina in negativo di questa giornata, crolla sotto i colpi del Messico dando quindi il via ad una commedia dell'orrore fra faide interne, deliri di Domenech ed interventi della Federazione transaplina.

Sudafrica: malissimo i padroni di casa, affossati da un ottimo Uruguay e mai entrati in partita. La pressione è tanta, ma il convincente pareggio con il Messico sembra aver avuto un effetto negativo: ne è un esempio l'indecorosa prestazione dell'eroe di Johannesburg Tshabalala.

Inghilterra: dov'è finita la travolgente nazionale inglese delle qualificazioni? Lenti, imprevedibili ed impauriti, escono fra bordate di fischi da parte dei loro stessi fedelissimi tifosi. L'impressione è che Capello, oltre ai gol di Rooney, non abbia ancora trovato il modo per valorizzare gran parte delle individualità a sua disposizione.

Corea del Sud: dopo l'ottima prestazione contro la Grecia arriva un inaspettato tracollo contro la non irresistibile Argentina di Maradona. Partita inspiegabilmente troppo rinunciataria, soprattutto alla luce della pessima difesa messa in mostra già nella prima giornata. Peccato, perchè Park e soci avrebbero avuto tutte le carte per poter mettere in difficoltà la Seleccion.

Camerun: anche questo giro fra i Flop. Dopo l'arrembante inizio contro la Danimarca, la squadra di Le Guen inizia a divorare occasioni su occasioni, salvo poi mettere in mostra limiti tattici e difensivi che la condannano ad un'nevitabile quanto meritata eliminazione.

Italia: c'è poco da dire sulla nazionale azzurra, capace di presentarsi in assetto semi-difensivo anche contro la Nuova Zelanda. L'encefalogramma è piatto, i risultati finora imbarazzanti, la difesa è riuscita a subire un'altra rete su calcio da fermo da quaranta metri, gli attaccanti vagano sulla trequarti senza meta, insomma, l'Italia sa di essere al Mondiale di calcio?

Conferenza stampa di Lippi: non contento del purtroppo storico pareggio contro la Nuova Zelanda, il CT si lancia in una conferenza stampa a dir poco discutibile. Attacca, anticipa le domande "avversarie", si difende con rabbia e riparte mettendo in mostra anche una certa fantasia (ovviamente ci riferiamo alle dichiarazioni sui giocatori lasciati a casa), insomma, non poteva proporre questo atteggiamento anche sul campo?

Arbitri: fra chiamate inconcepibili, rigori concessi generosamente, altri negati senza alcun motivo, gestione comica dei cartellini ed eccessi di protagonismo riescono a rubare la scena anche al Jabulani e alle Vuvuzelas.

Piedi a martello ivoriani: prima su Elano e poi su Bastos, nel giro di pochi minuti. Passi un po' di frustrazione a causa del risultato e dell'importanza dell'incontro, ma gli interventi messi in mostra da alcuni giocatori della Costa d'Avorio sono certamente una delle cose più brutte viste in questo Mondiale. Di peggiore probabilmente c'è solo la scelta arbitrale di non prendere provvedimenti adeguati.


TOP

Uruguay: Forlan, Suarez e Perez sono fra i migliori giocatori di giornata, inevitabile quindi che l'intera squadra di Tabarez sia fra i Top generali. Ordinati e compatti fino a centrocampo, fantasiosi, imprevedibili e dinamici in avanti: contro il Sudafrica Lugano e compagni hanno dato una grande prova di forza e solidità.

Brasile: ottima risposta della Seleçao dopo la deludente partita contro la Corea del Nord. Dunga e i suoi ragazzi tornano la squadra solida, implacabile e concreta di sempre, ritrovando soprattutto gli importantissimi gol di Luis Fabiano.

Squadre sudamericane: Uruguay, Argentina, Brasile e Cile vincono tutte, portandosi in testa ai rispettivi gironi. La prima giornata aveva già messo in mostra la loro buona forma, ampiamente confermata nelle ultime partite. Dieci reti messe a segno e due soli gol incassati, non si può ancora dire con certezza se sia il loro Mondiale o meno, ma l'inizio è sicuramente promettente.

Portogallo: passi l'avversario che avevano di fronte, ma dopo un primo tempo stentato Cristiano Ronaldo e compagni, trascinati soprattutto da un Raul Meireles in forma strepitosa, danno vita ad un autentico show. Scambi stretti e veloci, movimento continuo ed un'insolita concretezza. Qualcuno potrebbe obiettare che non vi era necessità di infierire in questo modo sui coreani, ma Queiroz e i suoi hanno fatto fin troppo bene i calcoli riguardo all'importanza della differenza reti.

Cartellini rossi: meritano di essere sia fra i Flop che fra i Top. Gratuiti, eccessivi, insensati, folli... chiamateli come volete, ma con un po' di sana ironia è innegabile affermare che sono stati loro a dare spettacolo in questa giornata del Mondiale. Sbilanciano le squadre, spostano gli equilibri e fanno scattare la scintilla per dare vita a gare spettacolari in cui le squadre si affrontano finalmente in modo spregiudicato. Che la pochezza della maggior parte dei direttori di gara sia l'antidoto per la scarsa qualità messa in mostra finora?

17 giu 2010

WC2010: Top&Flop Generali - Prima Giornata

FLOP
Serbia: una delle maggiori delusioni di giornata. Da un po' di tempo ormai non si vedeva sulla carta una squadra proveniente dai balcani con tanta qualità, ma contro il Ghana è però un fallimento senza scusanti su tutta la linea, dalla difesa all'attacco, passando per centrocampo e panchina. Antic perde infatti nettamente il confronto con il connazionale Rajevac, schierando un formazione troppo rinunciataria e con poca, pochissima, personalità.

Spagna: ovviamente i campioni d'Europa non potevano che finire fra i flop di giornata dopo la clamorosa sconfitta con la Svizzera. L'immensa qualità a disposizione di Del Bosque ha messo in mostra i limiti di sempre, affrontando gli elvetici con supponenza e pensando a specchiarsi per troppo tempo. Probabilmente questo stop imprevisto farà tornare le Furie Rosse con i piedi per terra, facendo capire loro che in competizioni come queste la concretezza viene prima di qualsiasi cosa e che per segnare non è necessario entrare in porta con la sfera tra i piedi.

Brasile: tra i peggiori nonostante i tre punti, perchè stiamo parlando del Brasile ed il metro di giudizio inevitabilmente cambia. Si sapeva che i 23 a disposizione di Dunga non avrebbero costituito la squadra più spettacolare della storia, ma quanto messo in mostra contro la Corea del Nord è troppo poco anche per la Seleçao più europea di sempre. Il pessimo momento di Kaka e la scarsa qualità in fase di costruzione della manovra portata dalla coppia Gilberto Silva-Felipe Melo sono le cause principali della lentezza e dell'imprecisione nella circolazione palla ed inevitabilmente le fonti del gioco si spostano tutte sulla corsia di destra, dove Maicon però non potrà sempre fare gli straordinari e risolvere le partite. Preoccupante il calo di concentrazione nel finale.

Francia: negativo l'esordio anche per i vice-campioni del Mondo, apparsi estremamente confusionari e senza una vera identità. La difesa regge discretamente, supportata da una buona diga centrale composta da Toulalan e soprattutto Diaby, il migliore dei suoi, ma dal centrocampo in su il buio è totale. Ribery e Gourcuff non entrano praticamente mai in partita, Govou non è pervenuto ed Anelka non punge. La situazione nello spogliatoio non è delle migliori e le scelte di Domenech, come escludere Malouda e Henry, non convincono nè i giocatori, nè i tifosi, nè apparentemente il tecnico stesso.

Camerun: molto male i Leoni africani, che confermano quanto poco di buono messo in mostra in Coppa d'Africa ad inizio anno solare. Manovra troppo lenta, prevedibile e priva di fantasia, fatta di lanci lunghi per Webo e cross senza destinatari. Relegare su una fascia l'uomo di maggior qualità, personalità ed attitudine a certi livelli non da l'impressione di essere una buona idea.

Jabulani: esatto, non ci sono soltanto squadre fra i flop di questa prima giornata, perchè il peggiore in campo in ogni partita è stato l'ormai famosissimo pallone Adidas. E' senza dubbio l'incubo dei portieri, ma l'aspetto veramente preoccupante è che per via delle imprevedibili traiettorie in aria non piace neanche ai giocatori di movimento, esibitisi troppo spesso in lisci clamorosi, stop sbagliati da dilettanti e continui errori di misura.

Spettacolo: inevitabile che quando le squadre giocane male, gli attaccanti non segnano, i portieri commettono errori banali ed il pallone sembra rubato ad un gruppo di bambini su una spiaggia di Copacabana a rimetterci sia soprattutto lo spettacolo. La prima giornata della Coppa del Mondo 2010 non entrerà sicuramente negli annali per il livello qualitativo messo in mostra dalle 32 partecipanti.


TOP

Corea del Sud: organizzati, ordinati e con buona qualità. Park e soci hanno messo sicuramente del loro nella vittoria per 2-0 sulla brutta Grecia di Rehhagel, mandando in tilt una squadra troppo statica e lenta grazie a movimenti continui e verticalizzazioni improvvise.

Corea del Nord: l'altra Corea, quella meno nota, nonostante la sconfitta contro il Brasile, può sicuramente uscire a testa alta e conquista con merito gli applausi di tutti gli appassionati. La partita di Jong Tae-se e compagni è fatta di impegno, sacrificio, sudore e tanta tanta tattica, con linee strette, ordinate e concentrate. Arrivati al Mondiale per miracolo, chi avrebbe mai detto che sarebbero addirittura riusciti a segnare contro quella che sulla carta è con ogni probabilità la difesa migliore del torneo?

Svizzera: è loro il grande colpo di giornata, grazie ad un'impensabile vittoria contro la squadra migliore di tutte. Hitzfeld non è certamente l'ultimo arrivato e seguendo gli esempi di Hiddink e Mourinho riesce ad imbavagliare alla perfezione le fonti di gioco della Spagna formato Barcellona. La difesa, anche grazie alla grandissima partita del portiere Benaglio, mostra impressionante solidità, supportata da un centrocampo attento in fase di non possesso quanto abile ad innescare le punte nelle sporadiche occasioni per ripartire e colpire in contropiede.

Germania: come sempre la nazionale tedesca, spesso dimenticata da tutti i pronostici, pensa a far parlare il campo e in novanta minuti mette in mostra quello che è il potenziale offensivo a disposizione di Loew. Probabilmente questa Australia non è l'avversario migliore per poter esprimere giudizi definitivi, ma la costante ricerca del gioco veloce palla a terra, il movimento continuo in fase offensiva, il pressing martellante, gli inserimenti e gli scambi stretti visti in questa prima giornata sono tutti segnali di una nazionale con tutte le carte in regola per poter puntare a fare molta strada in questo Mondiale. Piccolo particolare: si tratta della nazionale più giovane presente in Sud Africa.

Cile: Bielsa al 100%, nell'espressione più pura di quello che è il gioco del calcio secondo il credo di Don Marcelo. Instancabili, a tratti sfrontati ed irriverenti, ma assolutamente spettacolari, i piccoli cileni confermano quanto di buono fatto vedere durante il girone di qualificazione. Il movimento costante ed inarrestabile sia in fase difensiva che offensiva permette ai ragazzi del Loco di schiantare l'Honduras (certo, non l'avversario più ostico) dal punto di vista del gioco, grazie ad accellerate sugli esterni improvvise quanto letali. Unica nota negativa la scarsissima lucidità sotto porta, assolutamente da sistemare in vista di partite ben più toste.

USA: se l'Inghilterra non impressiona i meriti sono tutti della squadra a stelle strisce, capaci di annientare il gioco degli uomini di Capello grazie a molta tattica e tantissima corsa. Pressing asfissiante e raddoppi continui hanno demolito ai fianchi Gerrard e soci, condannati dall'erroraccio di Green ed incapaci di reggere il ritmo per tutto l'incontro. Alla straripanza fisica del gioco statunitense il CT Bradley è inoltre riuscito ad aggiungere un ottimo senso tattico, confermando il buon lavoro intravisto nella Confederation Cup dell'anno scorso.

9 ott 2009

Italia U-17: convocati per il Mondiale

Dopo Argentina, Brasile e Spagna è il turno delle convocazioni azzurre. Il CT dell'Italia, Pasquale Salerno, ha infatti comunicato una prima lista di 24 giocatori, che diventeranno 21 al momento della consegna della lista ufficiale.
Gli azzurrini non partono di certo con i favori del pronostico, ma, dopo aver ben impressionato nel recente Europeo, potranno sicuramente svolgere il ruolo di possibile outsider. Cinque mesi fa, superato un ostico girone contro Svizzera, Francia e soprattutto Spagna, i ragazzi di Salerno si sono dovuti arrendere soltanto alla Germania, non senza aver comunque messo in grande difficoltà la squadra che di lì a pochi giorni si sarebbe laureata Campione d'Europa.
Se da un punto di vista prettamente tattico si sono viste alcune lacune, molti singoli hanno ben impressionato e tutto il gruppo ha mostrato grande carattere e spirito di sacrificio. Le grandi qualità di Fossati, El Shaarawi, Crisetig, Dell'Agnello, Camilleri e del portiere genoano Perin hanno compensato alcune lacune sul piano del gioco, dovute ad una squadra a tratti troppo lunga, disordinata ed eccessivamente statica. Sicuramente ai Mondiali nigeriani gli azzurrini si presenteranno ancora più motivati, forti dell'esperienza precedente e con la consapevolezza di potersela giocare senza timore contro chiunque.


Di seguito la lista dei 24 giocatori convocati dal CT Salerno:

Perin (Genoa, Portiere)
Bardi (Livorno, Portiere)
Venturi (Bologna, Portiere)
Benedetti (Torino)
Campoli (Lazio)
Sini (Roma
Bagnai (Fiorentina)
Camporese (Fiorentina)
Camilleri (Reggina)
Natalino (Inter)
Mannini (Siena)
De Vitis (Parma)
Finocchio (Parma)
Fossati (Inter)
Scialpi (Genoa)
Bianchi (Empoli)
Crisetig (Inter)
Carraro (Fiorentina)
El Shaarawi (Genoa)
Libertazzi (Juventus)
Dell’Agnello (Inter)
Beretta (Milan)
Falcone (Lecce)
Iemmello (Fiorentina)

8 ott 2009

Spagna U-17: convocati per il Mondiale

In attesa delle convocazioni di Salerno, anche il selezionatore spagnolo Ginés Meléndez ha diramato la lista dei convocati per il Mondiale U-17. In Nigeria la Spagna è attesa per un pronto riscatto, dopo la poco brillante avventura che li ha visti protagonisti all'Europeo tenutosi in primavera.
Gli spagnoli, nonostante importanti individualità, hanno chiuso l'intero torneo con zero gol all'attivo e la porta imbattuta. Statistiche figlie di un estenuante quanto sterile possesso palla e di una certa imprecisione sotto porta.
Sicuramente le giovani Furie Rosse non vorranno ripetersi e saranno uno degli avversari più ostici per la vittoria finale, guidati soprattutto da Koke, Borja, Sarabia, Muniain, Muniesa e Badia.


Di seguito i convocati da Meléndez:

Edgar Badia (Espanyol)
Jordi Amat (Espanyol)
Albert Blázquez (Espanyol)
Yeray Gómez (Mallorca)
Albert Dalmau (Barcelona)
Adriá Carmona (Barcelona)
Javier Espinosa (Barcelona)
Sergi Roberto (Barcelona)
Sergi Gómez (Barcelona)
Marc Muniesa (Barcelona)
Iker Muniain (Athletic Club)
Jon Aurtenetxe (Athletic Club)
Kevin Lacruz (Real Zaragoza)
Pablo Sarabia (Real Madrid)
Alejandro Fernández “Alex” (Real Madrid)
Kamal Mohamed (Real Madrid)
Álvaro Morata (Real Madrid)
Borja González (Atletico Madrid)
Jorge Resurrección “Koke” (Atletico Madrid)
Julen Celaya (Real Sociedad)
Francisco Alarcón “Isco” (Valencia)

Brasile U-17: convocati per il Mondiale

Anche la Federazione brasiliana ha da poco comunicato la lista di giocatori che prenderà parte al Mondiale U-17 nigeriano. Guidata dal tecnico Lucho Nizzo la Seleção, forte del torneo Sudamericano vinto a Maggio, è considerata tra le grandi favorite per la vittoria finale.
Guidati da Zezinho, Dodo, Wellington, Guilherme, Gerson e soprattutto Coutinho, i brasiliani hanno ottenuto la vittoria della competizione continentale ed espresso un buonissimo gioco, seppur riuscendo a superare l'Argentina soltanto ai calci di rigore.
A dimostrazione che il Brasile sbarca in Nigeria con il chiaro intento di portare a casa la Coppa del Mondo di categoria c'è la convocazione di Neymar, che non aveva preso parte al Sudamericano U-17 poichè impegnato nel torneo Paulista con la prima squadra del Santos.
La Seleção sarà impegnata nel gruppo B, contro Giappone, Messico e Svizzera.


Di seguito la lista dei convocati:

Luis Guilherme (Botafogo, Portiere)
Allison (Internacional, Portiere)
André (Corinthians, Portiere)
Gerson (Grêmio)
Sidimar (Atletico Mineiro)
Romario Leiria (Internacional)
Guilherme (Atletico Paranense)
Romário (Vitória S/A)
Dodô (Corinthians)
Elivelton (Santos)
Carlão (São Paulo)
João Pedro (Atletico Mineiro)
Wellington (Fluminense)
Coutinho (Vasco da Gama)
Neymar (Santos)
Willen (Vasco da Gama)
Felipinho (Internacional)
Geovani (Internacional)
Wellington Silva (Fluminense)

Argentina U-17: convocati per il Mondiale

Ieri il DT della Nazionale argentina U-17, José Luis Brown, ha comunicato la lista dei 21 ragazzi che prenderanno parte al Mondiale di categoria in Nigeria, dove si presenteranno tra i favoriti per la vittoria finale.
Quello guidato dal Tata è un gruppo già rodato e in grado di poter fare grandi cose, come dimostrato in occasione del recente Sudamericano U-17, quando i giovani argentini furono sconfitti in finale dai coetanei brasiliani soltanto ai calci di rigore. Cinque mesi fa a mettersi in mostra furono soprattutto Villalva, Araujo, Espindola e Martinez, ma non è difficile credere che nel corso della rassegna iridata possano mettersi in luce anche altri talenti.
La stella indiscussa è sicuramente il Keko, lasciato libero dal River Plate e atteso in Nigeria come uno dei giocatori da tenere maggiormente d'occhio. Difficile possa fallire, forte anche dell'esperienza maturata in prima squadra in quesi ultimi tempi, ma il girone in cui è stata sorteggiata la compagine di Brown è sicuramente il più insidioso e bilanciato dell'intero Mondiale, essendo completato da Germania, Nigeria e Honduras.


Di seguito la lista dei 21 giocatori convocati dal DT argentino:

1. Damián Martínez (Independiente, Portiere)
2. Leandro González Pirez (River Plate)
3. Lucas Kruspzky (Independiente)
4. Leandro Marín (Boca Juniors)
5. Jorge Balbuena (Lanus)
6. Esteban Espíndola (River Plate)
7. Ezequiel Cirigliano (River Plate)
8. Franco Bitancourt (River Plate)
9. Daniel Villalva (River Plate)
10. Sebastián González (San Lorenzo)
11. Sergio Araujo (Boca Juniors)
12. Ignacio Arce (Unión de Santa Fe, Portiere)
13. Nicolás Tagliafico (Banfield)
14. Federico Rasmussen (Lanus)
15. Esteban Orfano ( Boca Juniors)
16. Facundo Quignon (River Plate)
17. Guido Dal Casón (Quilmes A.C.)
18. Gonzalo Olid Apaza (River Plate)
19. Matias Sosa (Estudiantes de La Plata)
20. Eduardo Rotondi (Argentinos Juniors)
21. Jorge Pucheta (Lanus, Portiere)