01 ott 2009

Indispensabili


Indispensabili. E' il primo aggettivo che viene in mente alla luce delle prestazioni nerazzurre contro Sampdoria e Rubin Kazan, quando sia in campionato che in Champions League gli uomini di Mourinho hanno disputato due partite anonime, senza il giusto ritmo, la giusta compattezza e soprattutto senza un briciolo di qualità.

Si potrebbero imputare facilmente le colpe al cambio di modulo, quel 4-3-3 tanto caro a Mourinho, già testato con scarsi risultati la scorsa stagione, ma sarebbe oltremodo riduttivo. Al di là dei meriti in negativo dei protagonisti e dell'allenatore portoghese, di rombi o tridenti, il problema ridondante dell'undici interista è l'evidente assenza di qualità e geometria in mezzo al campo. E' il reparto centrale infatti a soffrire maggiormente in entrambe le gare, soprattutto in fase di costruzione. Perchè se difensivamente l'apporto di Cambiasso e soprattutto di capitan Zanetti è assolutamente impeccabile, molto rivedibile è l'attitudine dei mediani a ricevere la sfera e far ripartire l'azione palla a terra con precisione e velocità.

Problemi che emergono ancora più prepotentemente con l'assenza di Ibrahimovic, ultima ancora di salvezza per il non-gioco nerazzurro grazie alla sua straordinaria capacità di calamitare qualsiasi lancio dalle sue parti, e l'attuale stato di forma di Maicon, l'altra variante offensiva degli ultimi campionati.

Ma questo Mourinho e l'Inter lo sapevano e in estate si sono mossi con grande precione ed accortezza, portando a Milano Thiago Motta, nell'ambito dell'operazione che ha visto sbarcare alla Pinetina l'unico giocatore in grado di replicare a modo suo il lavoro di Ibrahimovic, Diego Milito, e soprattutto Wesley Sneijder. Due acquisti mirati e fondamentali nell'economia del nuovo corso nerazzurro, impostato sul gioco palla a terra e su un possesso palla veloce ed efficace, come ampiamente dimostrato nel trionfale derby di inizio campionato.

Uno stile di gioco imprescindibile per l'Inter e soprattutto per Samuel Eto'o, la punta di diamante che necessita assolutamente di una squadra in grado di limitare al minimo indispensabile lanci lunghi e palle alte. Servirlo come si era soliti fare con Ibrahimovic è follia pura, deleterio per lui e per la squadra, perchè si consegna un giocatore immarcabile negli spazi e implacabile nei pressi dell'area di rigore ai difensori avversari, che, forti di una ben superiore fisicità, hanno gioco fin troppo facile.

Proprio per questo la squadra di Mourinho non può rinunciare a Motta e Sneijder, due che hanno il possesso palla nel loro DNA, una capacità innata di giocare con precisione e velocità, ma soprattutto in grado di far girare al meglio la squadra, grazie a visione di gioco e tecnica non comuni. Uno può sicuramente essere e diventare il leader del centrocampo, il "rivoluzionario del gioco di prima" -come è stato simpaticamente e giustamente chiamato da qualche giornalista- e l'altro l'indispensabile tramite fra centrocampo e attacco, in grado di ricamare calcio e al contempo di innescare le punte.

La loro assenza è pesata e non poco in queste ultime uscite della nuova Inter e affinchè si possa tornare ad ammirare la squadra del derby sarà indispensabile attendere il loro rientro, previsto forse già sabato per Sneijder, fra un mese abbondante invece per Thiago Motta.

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