04 lug 2014

L'Inter, il capitano e il vuoto di potere

Abbiamo sentito mille volte Mazzarri dire che la stagione 2013/2014 è stata per l'Inter di transizione, per motivi sia societari che di rosa. Senza voler concedere particolari alibi a nessuno, è agli atti che nel corso dell'ultimo anno è subentrato il nuovo presidente e proprietario Erick Thohir (vi prego, due h nel nome, non è così complicato) e contemporaneamente sono scaduti tutti quei contratti dei calciatori che prevedevano stipendi da tempi d'oro.
Si può effettivamente dire che dal 30 Giugno 2014 l'Inter è entrata in una nuova era, sia societaria che tecnica.

La conseguenza diretta di tutto questo è che nella rosa dell'Inter oggi abbiamo una sorta di vuoto di potere. All'improvviso infatti lo spogliatoio nerazzurro si trova senza leader storici.
Il colpo di spugna è cominciato dal post triplete per motivi economici e anagrafici e si è concluso non a caso proprio quest'anno con l'addio senza rinnovo di tutti i senatori residui. I giocatori di maggior spessore sia tecnico che di personalità dell'ultimo decennio, quello delle vittorie di Moratti Massimo, sono tutti altrove, compreso l'eterno capitano Zanetti che allunga la sua influenza all'intero ventennio del figlio di Angelo.
La lunga militanza di Zanetti, paradossalmente, ha fatto trovare l'Inter abbastanza impreparata alla sua successione, condizione aggravata dalla perdita sostanzialmente contemporanea di tutti i suoi vice storici (Cordoba, Cambiasso, Samuel) malgrado gli anni di differenza. Si è perso quindi sia il capitano che tutto il gruppo di riferimento, sostanzialmente chiunque abbia vinto qualcosa.
Chi comanda oggi nello spogliatoio? E chi sarà il nuovo capitano?

La scelta del capitano nerazzurro è sempre dipesa dalle presenze in anni recenti, a parte pochi casi particolari (per dire Figo nel giorno dell'addio). Per questo dietro al recordman si sono sempre avvicendati uomini di lungo corso nerazzurro.
I giocatori con maggiore esperienza di Inter oggi sono, paradossalmente, Ranocchia e Nagatomo, arrivati a Gennaio 2011 in era Leonardo, che sono anche gli unici giocatori oltre le 100 presenze con la maglia nerazzurra. Questo fa capire quanto profondo sia il rinnovamento in atto, e consegna idealmente la fascia a uno di loro due, come già successo nel recente passato. Subito dietro di loro, nell'ordine, arrivano Alvarez, Guarin, Handanovic, Palacio e Juan Jesus.
Guardare solo alle presenze rappresenta però a mio avviso un limite nell'attuale condizione della rosa, perchè la "capitaneria" serve anche inquadrare nuovi rapporti di leadership. Sarebbe quindi il caso di cercare una figura che conosca il calcio, ma abbia anche lo spessore a livello di personalità e influenza tecnica di ereditare la fascia. Ranocchia sarebbe credibile con le sue continue titubanze ed essendo stato sul mercato ogni semestre negli ultimi due anni? E Nagatomo col suo perenne stato di giocatore-mascotte? Considerando solo questo aspetto i candidati più autorevoli sarebbero Handanovic, Juan Jesus, Palacio, Hernanes e il neo acquisto Vidic.
Il portiere ha un carattere abbastanza chiuso e scontroso, non ha grande esperienza internazionale e tende troppo a criticare pubblicamente i suoi compagni creando alibi per se stesso. Juan Jesus ha presenze, freschezza e sfrontatezza, ma appare ancora troppo immaturo e impulsivo. Palacio ha sicuramente il pedigree sia per carriera generale che per apporto alla causa nerazzurra, ma è un leader silenzioso e forse in questo momento servirebbe una figura più portata a imporsi anche come immagine. Hernanes è stato indicato da tutti come leader tecnico del nuovo corso, ma è qui da appena sei mesi ed è abbastanza incostante come giocatore, la fascia potrebbe rientrare in un più ampio discorso di crescita generale a lui richiesta per dimostrarsi da Inter, ma rappresenterebbe una scommessa. Il serbo invece entra nel lotto dei candidati pur essendo digiuno di nerazzurro in virtù del suo curriculum da oltre 400 presenze nel calcio europeo con 18 titoli e la fascia indossata a Manchester sponda United. Non c'è dubbio che oggi sia lui l'uomo di riferimento dello spogliatoio, quello forzatamente con più influenza e personalità, ed è una questione che va considerata. Chi può permettersi di dirgli qualcosa? Potrebbe fare lui da capitano nell'immediato aspettando che cresca qualcun altro con meno pressione? Va considerato anche il fatto che è intenzione precisa della dirigenza farne uomo marketing.
Un terzo aspetto forzatamente influente è l'effettiva presenza in campo del neo-capitano. Chiunque venga scelto deve avere la ragionevole certezza di giocare da titolare, altrimenti tutto il discorso è vano. Su questo si potranno fare previsioni più chiare a rosa completata.

Francamente è difficile indicare la scelta migliore. Ogni candidato ha un aspetto che stride nel quadro generale e richiede una deroga personale, rendendo la scelta abbastanza dipendente dai gusti.
L'unica certezza è che questa scelta inaugura ulteriormente la nuova era nerazzurra.

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