07 lug 2014

Brazil2014: Top&Flop Generali - Quarti di finale

Top

La scelte di Löw:il miglior terzino del mondo a fare il terzino, due mediani a fare i mediani, una punta a fare la punta. Il dio del calcio ringrazia con tutti gli spettatori, la Germania sembra una squadra molto più quadrata e logica.

La fisicità del Brasile: decisiva per i gol su piazzato come nel recupero palla e nelle progressioni individuali. In pratica ciò su cui si basa tutto il gioco di Scolari, e ha ampiamente pagato contro Cile e Colombia. Se gli arbitri poi sono conniventi tutto fila liscio.

L'ordine tattico dell'Argentina: la squadra di Sabella non brilla per spettacolarità, ma i giocatori contro il Belgio avevano un piano e l'hanno seguito pedissequamente. Ordine, corsa, raddoppi, marcature precise e tanto, tantissimo sacrificio da parte di tutti, meno il numero 10 che aspettava la palla. Hanno scommesso sull'incapacità dei diavoli rossi di imbastire una manovra collettiva e hanno vinto. Simbolo di tutto questo Ezequiel Lavezzi, mai come oggi in versione Jonas Gutierrez (gli amanti del bel calcio ricorderanno).

Il commento di Sky:
in Francia-Germania al minuto 3.30 dei 4 di recupero, Compagnoni ci informa che "o succede qualcosa entro 30 secondi o la Germania è in semifinale". Grazie capitan Ovvio.

Il cambio di Krul: un lampo di genio, una mossa di cui si parlerà più o meno per sempre. Tecnicamente discutibile all'infinito, psicologicamente spiazzante come poche altre cose.

Flop

Francia: l'ottima macchina di Deschamps si inceppa sul più bello.  Ci è voluto del tempo per sentire l'assenza di Ribery, e già è un merito, ma contro la Germania i vari Valbuena e Griezmann non sono mai riusciti a trovare la giocata risolutiva. In compenso giocatori come Matuidi hanno cercato di prendersi responsabilità non nelle loro corde, creando un senso generale di confusione ed apprensione. 

Colombia, primo tempo: Pekerman cambia la sua formazione ideale e si trova a dover sistemare un pasticcio. Saltano le coperture e la capacità della mediana di fare filtro, mentre i giocatori offensivi non riescono mai a ripartire. Approccio generale troppo molle e interpretazione successiva basata unicamente sugli spunti individuali, come se si stesse giocando un gigantesco 1vs1. La squadra ha perso tutte le idee e i riferimenti, dando l'impressione che se certi giocatori sono chiamati a pensare troppo inevitabilmente si chiudono in se stessi e perdono il concetto di collettivo. 

Brasile-Colombia: la aprtita più attesa delude clamorosamente le aspettative. Nessuna delle due squadre è in grado di presentare un gioco tatticamente impostato e in fretta la partita si trasforma in un insieme di sfide individuali, in un'atmosfera da duello incoraggiata da un arbitro sostanzialmente assente. Molto sudamericano, molto da campetto, poco da quarti di un Mondiale.

Carlos Velasco-Carballo: l'arbitraggio dello spagnolo è finito sotto la luce dei riflettori soltanto per l'infortunio di Neymar, ma per l'intera partita il direttore di gara è parso lontanissimo dall'avere il controllo. La decisione di non ammonire nessun intervento è insensata e alcune singole decisioni lasciano a dir poco basiti: su tutte il mancato rosso a Julio Cesar.

L'impunità di cui gode Fernandinho: il mediano del City è stato rispolverato da Scolari soltanto nelle ultime partite e, dopo aver superato i gironi, il Brasile non ha più potuto fare a meno della sua fisicità e del suo ordine tattico in mezzo al campo. Nel frattempo Fernandinho ha randellato (con ordine e diligenza) qualsiasi cosa osasse passare nella sua zona di campo senza vedere neanche l'ombra di un giallo. Oltre ad alcuni singoli interventi lasciati impuniti, sorprende soprattutto la leggerezza con cui gli arbitri hanno concesso la reiterazione di infiniti falli tattici. Facile fare il mediano se non esistono i cartellini.

David Luiz al fischio finale: sportiva, certo, ma la scenetta di David Luiz che consola James Rodriguez e chiama gli applausi del pubblico al fischio finale pare tutto tranne che spontanea. Nel frattempo ha guadagnato prime pagine e titoli su giornali, tv, siti internet e social network.

Belgio: i diavoli rossi, la squadra più giovane e per certi versi affascinante del Mondiale è anche la maggior delusione. La partita con l'Argentina  riassume tutti i limiti della squadra di Wilmots, ottime individualità sostanzialmente incapaci di trovare una sublimazione nel gioco collettivo. In questa ottica non deve stupire il fallimento di Lukaku, ragazzo del '93 che per caratteristiche è un ottimo finalizzatore di quanto prodotto da quelli dietro di lui. Se i creativi sono spenti fisicamente e mentalmente c'è poco da chiedergli. Troppo individualismo, troppa voglia di avere il pallone tra i piedi, poca cooperazione, pochissimi movimenti.

3 commenti:

  1. "Simbolo di tutto questo Ezequiel Lavezzi, mai come oggi in versione Jonas Gutierrez (gli amanti del bel calcio ricorderanno)."

    :0
    Mi aspettavo un commento piccato su Lavezzi, ma non questo.

    Quotone su Fernandinho, anche se nonostante i favoritismi rimane uno dei migliori dei suoi.

    RispondiElimina
  2. Assolutamente, il centrocampo della Seleçao ha cambiato completamente volto con Fernandinho. Nonostante la sua stagione al City non mi abbia entusiasmato, è un gran centrocampista... se in più lo lasci menare senza pietà diventa dominante.

    Non vedevo una simile impunità dai tempi di Davids alla Juventus.

    RispondiElimina
  3. Lavezzi è stato messo in fascia a correre manco fosse Schelotto. E come succede SEMPRE quando gioca così ha prodotto solo corsa, qualità zero assoluto

    RispondiElimina