07 dic 2010

Mi hanno sempre detto che...

Mi hanno sempre detto che il Pallone d'Oro lo vince un giocatore che ha disputato una grande stagione a livello personale e ha vinto con la sua squadra.
Nello specifico, mai è stato sufficiente vincere in generale, ma quasi un obbligo vincere trofei internazionali come la Champions League, massima competizione continentale per club, Europei o Mondiali con la nazionale. Questo genere di imprese ha sempre portato grandissima visibilità e anche vagonate di voti.

Per il Pallone d'Oro 2010, primo Pallone d'Oro Fifa, si sa che il vincitore sarà uno tra Andres Iniesta, Xavi Hernandez e Lionel Messi, cuore pulsante del Barcellona e quindi massima espressione di quel calcio moderno che ha nella Catalogna (e per estensione e "travaso" calcistico nella Spagna) la sua bandiera più alta.
Di sicuro tre grandissimi campioni, ma di fatto tre nomi a loro modo imperfetti.

Per tutti e tre ricordiamo un paio di cose: il Barcellona ha vinto la Liga e la Supercoppa di Spagna ed è stato eliminato in semifinale di Champions League. Il suo massimo splendore si è visto in campionato (compreso il recente 5-0 al Real) più che in Champions, dove ha sofferto anche in un girone sulla carta facilissimo.
Adres Iniesta ha "vinto" il suo Pallone d'Oro il giorno di Spagna-Olanda, segnando il gol decisivo nel supplementare. Quel singolo episodio lo ha di fatto elevato a candidato principe per il premio. Non importa che non abbia giocato praticamente mai da Maggio 2009 per i più vari problemi fisici, da cui ha recuperato in extremis proprio per la Coppa. Non si doveva premiare la stagione migliore? Evidentemente basta un gol nella partita giusta, ha più copertura mediatica.
Xavi, a causa dell'assenza del "gemello" Iniesta, ha tenuto in piedi da solo per tutto l'anno il centrocampo del Barcellona, ma non ha avuto un acuto pari al suo ai Mondiali. E' da sempre il motore (tremendamente vincente) di ogni squadra in cui gioca, il vicecapitano del Barcellona e il miglior giocatore di Euro 2008. Ma il Pallone d'Oro non è mai stato un riconoscimento alla carriera. Fino a oggi.
Messi è il Pallone d'Oro uscente, nonchè il miglior giocatore del mondo, faro assoluto di un Barcellona sempre più plasmato su di lui. 47 gol in 53 partite sono un bottino mostruoso, capocannoniere della Champions, pichichi della Liga e futura Scarpa d'Oro. Ma ai Mondiali? Uno dei più grossi flop della manifestazione, l'ombra del fratello di se stesso, come praticamente sempre quando indossa la camiseta albiceleste. E come, del resto, nella doppia sfida in semifinale di Champions League con l'Inter.

Si poteva scegliere meglio.
Wesley Sneijder, ma anche Diego Forlan, Thomas Muller o Bastian Schweinsteiger non meritano così poca considerazione per la sola colpa di non vestire blaugrana.
Non hanno vinto meno dei candidati, hanno solo meno pubblicità e nessun movimento alle spalle.
In particolare l'olandese era visto come il favorito assoluto, prima di Spagna-Olanda. Fresco tripletista con l'Inter (Champions League inclusa, ricordiamolo, con annessa eliminazione del Barcellona), miglior centrocampista e assistman della Champions League, trascinatore assoluto dell'Olanda ai Mondiali con 5 gol (co-capocannoniere con Villa, Muller e Forlan). Ma ha perso la finale, e tutto se n'è andato con la Coppa...
Non regge nemmeno la scusa degli ultimi mesi sottotono (contro presunte grandi prestazioni da Barcellona), perchè da quando esiste questo premio la seconda parte dell'anno non ha mai contato granchè nei voti.

Dopo Diego Milito, il secondo grande assente in questo premio dove certi parametri contano. Quando si vuole e per chi si vuole. Così mi hanno detto.

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