06 mag 2015

Verso il Superclasico di Libertadores: qui River

L'uno-due letale firmato Pavon-Perez alla Bombonera ha messo in chiaro ciò che tutti sapevano: il Boca quest'anno è superiore e la Banda partirà con gli sfavori del pronostico. Un'inevitabile inversione di rotta, alla luce delle distinte campagne acquisti condotte dai due club di Buenos Aires. Gallardo ha speso l'intero verano argentino a chiedere rinforzi, ma D'Onofrio e Francescoli hanno potuto ben poco di fronte al rosso in bilancio che da tempo immemore attanaglia i Millonarios.
Oltre alla figurina di Pablo Aimar, alla corte del Muneco sono infatti arrivati i soli Camilo Mayada e Pity Martinez: due acquisti di prospettiva e qualità, ma inevitabilmente non in grado di far compiere un ulteriore salto a quella che con ogni probabilità è stata la miglior squadra sudamericana del secondo semestre 2014.

A peggiorare la situazione è stato però il crollo nel rendimento delle due vere stelle del River Plate: Pisculichi e Teofilo Gutierrez. Scarichi dopo un autunno giocato a ritmi e livelli impressionanti, forse un po' distratti da qualche sussurro di mercato, i due pilastri della Banda hanno faticato a trovare forma e continuità di rendimento, rendendo il gioco della squadra molto più lento e prevedibile, con un pressing meno efficace e una circolazione palla decisamente più balbettante.
Gallardo ha provato ad attingere a piene mani dal sempre affidabile vivaio di Nunez, ma, nonostante la buona volontà e diverse ottime prestazioni, nessuno dei giovani lanciati ha saputo realmente sostituire i due senatori (un compito impossibile, a essere sinceri). Il neo-acquisto Martinez ha portato elettricità, cambio di ritmo ed estrema imprevedibilità, mentre Driussi ha iniziato a muovere i primi passi da giocatore vero, offrendo spunti offensivi interessanti soprattutto quando dirottato sulla fascia sinistra in un 4-2-4 iper sbilanciato.

Oltre alle difficoltà in fase d'attacco, Gallardo ha incontrato problemi anche negli altri settori del campo. In mezzo a fare la differenza ci ha pensato un Carlos Sanchez in forma smagliante, mai così costante e incontenibile, mentre soltanto ora si inizia a rivedere il Kranevitter di inizio Transicion 2014.
La difesa, invece, nonostante la conferma in blocco, ha evidenziato qualche indecisione di troppo, condannata a una pressione insostenibile dalle scelte spesso troppo offensive del Muneco e da continui problemi fisici a perni come Mercado e Balanta. L'unica vera nota positiva è la presenza in pianta stabile del giovanissimo Mammana: un difensore dal futuro a tinte albicelesti destinato con ogni probabilità a qualche grande squadra europea. Domenica è stato schierato terzino destro - non il suo ruolo naturale -, dimostrando tutti gli aspetti positivi e quelli negativi legati alla sua giovane età.

Dopo il primo round di campionato Gallardo avrà sicuramente avuto modo di trarre diverse conclusioni, sperimentando qualche soluzione alternativa - su tutte Driussi schierato trequartista in pressione su Cubas - e sfruttando l'occasione per far assaporare ad alcuni giovani l'atmosfera infuocata della Bombonera. Rispetto alla doppia sfida di Sudamericana saranno infatti gli Xeneizes ad avere il vantaggio di giocare il ritorno in casa e quella sera, più dell'esperienza e della qualità, saranno huevos e sangue freddo a fare la differenza.

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