04 feb 2014

La rosa dell'Atletico Madrid

L'Atletico Madrid è senza dubbio la squadra dell'anno. Definirla semplicemente sorpresa vorrebbe dire sminuire il paziente lavoro di Simeone, che negli anni ha portato una squadra di seconda fascia ad affacciarsi nel mondo dorato dei top club assoluti.
Oggi tutti ne parlano per l'incredibile rendimento di 28 vittorie, 7 pareggi e 1 sconfitta in 36 partite considerando tutte le competizioni, comprese 3 sfide col Barcellona (tutti pareggi) e 1 col Real Madrid. Nella Liga 18 vittorie, 3 pari e 1 sconfitta per 57 punti con 56 gol fatti e 14 subiti.
Ma i numeri diventano ancor più sbalorditivi quando si analizza la rosa della squadra. Tutti conoscono i fenomeni della generazione da sogno catalana o i regali galattici di Florentino Perez. La rosa dell'Atletico è diversa e analizzarla permetterà di capire la profondità dell'operato di Simeone, dando una specifica di quanto si può leggere qui e qui su Bauscia Cafè circa l'importanza della cosiddetta mano dell'allenatore.
L'Atletico oggi possiede un insieme di 22 giocatori. Siete pronti?

Partiamo dai titolari.
Thibaut Courtois (1992, portiere): di proprietà del Chelsea, è arrivato nel 2011 per sostituire David De Gea. Al terzo anno consecutivo di prestito è ormai una certezza, tra i migliori al mondo nel ruolo.
Juanfran (1985, terzino): canterano del Real, esordisce nella Liga 10 anni fa e costruisce la sua carriera all'Osasuna, dove mette insieme 168 presenze. Arriva nel 2011, con Simeone è arrivato alla nazionale, aggiungendo alla solidità difensiva un contributo significativo in fase offensiva. 
João Miranda (1984, difensore): 128 presenze al San Paolo con 3 campionati vinti, regolarmente tra i migliori giocatori del Brasileirao, cambia sponda dell'Atlantico nel 2011. Il suo rendimento è in vertiginosa crescita da due anni, unisce solidità a pulizia tecnica. Momento più alto il gol ai supplementari in finale di Coppa del Re contro il Real, decisivo.
Diego Godin (1986, difensore): oltre 90 presenze al Villarreal prima di cambiare casacca nel 2010, colonna dell'Uruguay, per fisicità e garra è il complemento ideale di Miranda.
Filipe Luis (1985, terzino): curiosamente anche lui passato dal Real Madrid B prima di spendere 4 anni con oltre 130 presenze al Deportivo La Coruña. Arrivato nel 2010 ha faticato a imporsi, ma oggi è un'arma affilata sulla sinistra. Nel 2013 è andato alla Confederations Cup col Brasile.
Koke (1992, centrocampista): il vero grande talento esploso in questa stagione da 4 gol e 10 assist. Centrocampista eclettico in grado di ricoprire ogni ruolo, ha esordito nel 2009 ed ha già 143 presenze col club. Inutile dire che non ha mai giocato così bene, anche per personalità.
Tiago (1981, centrocampista): il vicecapitano della squadra arriva nel 2009 con già un lungo curriculum alle spalle tra Benfica, Chelsea, Lione e Juventus. Chi se lo ricorda a Torino potrebbe rimanere fortemente sorpreso. Uomo di supporto del centrocampo, tanta sapienza tattica e capacità di lettura.
Gabi (1983, centrocampista): alla sua seconda esperienza a Madrid dopo il biennio 2005-2007, nel mezzo 135 presenze e la fascia di capitano del Saragozza. Torna nel 2011 e Simeone lo vuole anche qui capitano. Lui risponde alzando di molto il livello del suo gioco. Tattica, copertura, ma anche regia illuminata e piazzati pericolosi (Koke permettendo).
Arda Turan (1987, centrocampista): rifinitore spostato in fascia, 6 anni e 194 presenze col Galatasaray prima di sbarcare a Madrid nel 2011. Tecnica sempre avuta, è diventato elemento tattico capace di gestire il pallone come pochi nel corso degli anni. Da quando ha cambiato look gioca ancora meglio.
David Villa (1981, attaccante): nome che si presenta da solo, valanghe di presenze e gol ovunque, Spagna compresa. Rinforzo estivo di pedigree per sostituire il partente Falcao.
Diego Costa (1988, attaccante): acquistato a 18 anni, Simeone dal 2012 gli ha dato fiducia con pazienza. Cresciuto all'ombra di Falcao è arrivata, all'improvviso, l'esplosione. 25 gol stagionali, 20 nella Liga, e una capacità di fare reparto da solo d'altri tempi.

Di quanti avreste saputo dire la carriera? Un gruppo di titolari solidissimo composto da giocatori che si conoscono da 3-4 anni, tutti più o meno nel pieno della maturità calcistica. Nessuno di loro, tranne Villa, si può definire giocatore di nome, le loro carriere lo dimostrano. L'ex Barcellona, peraltro, malgrado i gol è uno dei peggiori dell'intera rosa per rendimento. Il contesto tattico della squadra, la fiducia reciproca e in quello che fanno permette a tutti di rendere anche oltre i propri limiti. Giocano bene perchè giocano insieme in una squadra organizzata.

Oltre a loro, sono esemplificative le principali risorse della panchina.
Raul Garcia (1986, centrocampista): se esistesse un riconoscimento al dodicesimo uomo più decisivo vincerebbe a mani basse. 12 gol in stagione, da centrocampista subentrante, e una fisicità spesso determinante in entrambe le fasi. E dire che la sua carriera in maglia biancorossa sembrava chiusa nel 2011, anche per un cattivo rapporto coi tifosi.
Josè Sosa (1985, centrocampista): è appena arrivato, ma Simeone ha già dimostrato di sapere come usarlo. Fallimento al Bayern, meteora a Napoli, probabile risorsa a Madrid (già un assist a referto) per far rifiatare Villa o Turan.
Diego Ribas da Cunha (1985, centrocampista): anche lui appena arrivato. O meglio tornato ,visto che con l'Atletico e con Simeone ha già vinto l'Europa League 2012. La sua storia parla di Brasile e Germania come terre promesse, con fallimenti tra Portogallo e Italia. Circa stessa funzionalità del Principito Sosa, col vantaggio di conoscere già tutti. Per dare un segnale 1 presenza e 1 gol.
Javier Manquillo (1994, difensore): terzino destro senza paura chiamato a sostituire Juanfran malgrado la giovane età, è andato in campo con personalità, candidandosi per il futuro.

Sono solo esempi per far capire come tutti riescano a portare un contributo, a prescindere dal curriculum, sintomo ancora una volta di un'organizzazione assai elaborata.
Manquillo inoltre ci aiuta a ricordare che la squadra ha sicuramente un presente, ma anche un futuro. 12 giocatori torneranno da prestiti a Giugno, molti sono giovani, e quantomento di Oliver Torres (1994), Saul Ñíguez (1994) e Leo Baptistão (1992) potremmo sentire parlare.

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