09 mag 2012

Bielsa a Bilbao, un'analisi

L'Athletic Bilbao di Marcelo Bielsa.
Troppa la curiosità suscitata fin dall'inizio da un binomio simile. Allenatore geniale, maestro dai tratti mistici con squadra unica per tradizione, fascino e gestione. Insieme sono stati la sorpresa dell'anno.
Per Bielsa il ritorno in Europa, ma forse sarebbe il caso di tralasciare la troppo breve esperienza all'Espanyol del 1998, ha visto delle difficoltà soprattutto a inizio anno e nella Liga, ma ha portato il suo Athletic a un risultato storico. A prescindere dall'esito due finali, di Copa del Rey e di Europa League, ottenute attraverso un calcio moderno, offensivo, giovane e organizzato. In particolare per la squadra è la prima finale europea dopo la Coppa UEFA persa nel 1976-1977.

Perchè allora si leggono spesso critiche a Bielsa e alla sua squadra come se non avesse fatto abbastanza?
Il vero spartiacque nella stagione e nei giudizi si trova nella doppia sfida col Manchester United. Indubbiamente il punto più alto della stagione, col 2-3 all'Old Trafford e il 2-1 in casa. Quella partita ha acceso più che mai i riflettori sul Bilbao, sul calcio del Loco, sui talenti baschi, creando tante aspettative.
Parliamo di aspettative nate ex post sulla scia emotiva di un doppio turno straordinario. Fino a quel momento nessuno si sognava di chiedere a una realtà come l'Athletic Bilbao chissà quali imprese nella Liga. Dopo si è cominciato a pretendere, lasciando però da parte dei presupposti fondamentali

Innanzi tutto la dimensione dell'Athletic Bilbao. Negli ultimi due anni la squadra si è posizionata ottava (fuori dalle coppe) e sesta (qualificata in Europa League) nella Liga. Un andamento medio, da basso piazzamento europeo se tutto va bene. Oggi la squadra è nona (peggiorata, ma qualificata ai preliminari di Europa League), ma ha dovuto affrontare per tutto l'anno tre competizioni, normale pagare qualcosa.
Direttamente collegata è l'analisi della rosa. 28 giocatori, tutti baschi, molti giovani, mediamente poco conosciuti, hanno portato avanti come si diceva tre competizioni fino alla fine, giocando qualcosa come 60 partite in stagione. Faticano a mantenere standard elevati in simili condizioni rose qualitativamente molto più attrezzate in club con ben altra esperienza e prestigio internazionale.
Una rosa giovane che vede davanti a se un risultato storico e inaspettato come una finale europea è normale che perda concentrazione sul campionato. La squadra non aveva e non ha l'esperienza e l'abitudine per gestire situazioni simili, ben al di la delle ambizioni di inizio stagione. In più c'è dell'ovvio logorio fisico. Per eliminare Manchester United, Schalke 04 e Sporting Lisbona (che a sua volta aveva eliminato il Manchester City) serve più del massimo.
I periodi di "crisi" in campionato si sono visti a inizio stagione, quando la squadra doveva ancora assimilare i dettami di Bielsa notoriamente particolari, dopo l'eliminazione dello United, a testimoniare un calo di concentrazione o motivazionale in campionato, e nelle ultime partite, con la finale di Europa League a una settimana. C'è davvero da stupirsi?

Altra critica che si sente riguarda i gol segnati. Se Bielsa è questo maestro di calcio offensivo, perchè soli 49 gol segnati? Meno del solo Messi?
Anche qui, basta dare un'occhiata alla rosa a disposizione del tecnico. L'unico attaccante vero a disposizione è Fernando Llorente, non a caso consacratosi definitivamente come centravanti di spessore europeo migliorando anche nella gestione del gioco. Per il resto solo rifinitori tecnici, ma con pochi gol nei piedi, o l'esperto Toquero, attaccante di gran corsa e sacrificio.

Grazie all'uomo di Rosario hanno lucidato il proprio talento in diversi. Muniain e il suddetto 9 stanno vivendo qualcosa di molto vicino alla consacrazione. De Marcos e Ander Herrera sono totalmente creature del Loco. Gomez e Itaurraspe erano appena delle comparse prima di inserirsi nei suoi schemi. Tutta la squadra ha dato più di quanto poteva, chiedere di più è pura utopia. E i tifosi di Bilbao, vicini alla squadra quest'anno come non mai, hanno recepito perfettamente il tocco empatico del loro allenatore, capace come nessuno di compattare attorno a lui realtà magari giovani con ambizione di arrivare nel calcio che conta.

Il vero limite dell'Athletic è che difficilmente potrà migliorare una stagione simile.
Bielsa ha ottenuto tanto, molto più del preventivato soprattutto in Europa. Per quanto la posizione in campionato sia ampiamente migliorabile, per pensare a un exploit da Champions League serve tanto, forse troppo ottimismo, specie considerando le politiche societarie sul mercato.
Per quanto la rosa sia composta da giovani con ampi margini di miglioramento, la partenza di Llorente (classe'85, ora o mai più) priverebbe l'intera fase offensiva di un suo cardine fondamentale difficilmente rimpiazzabile.


Accetterà l'allenatore una nuova sfida resa più ardua da aspettative decisamente innalzate?

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