08 nov 2010

Chau Cappa

Bomba sul mondo River a una settimana dalla sfida contro il Boca Juniors: la dirigenza dei Millonarios ha infatti deciso di terminare anticipatamente il rapporto con Miguel Angel Cappa dopo appena 208 giorni di lavoro al Monumental. Una scelta azzardata? Legittima? Si può chiamare come si vuole, ma in fin dei conti è l'effetto Superclasico e l'inevitabile conseguenza del vortice negativo in cui la squadra sta tristemente facendo ritorno. Sette partite senza vittoria, fra pareggi letteralmente regalati agli avversari e sconfitte pesantissime in ottica retrocessione. All'orizzonte la sfida contro gli Xeneizes, l'ultimo appiglio per far rifiatare l'ambiente in vista di una lunghissima quanto sfiancante volata salvezza.

Sono ormai lontane le vittorie di inizio torneo e la prematura convinzione di poter lottare per il titolo ha ben presto fatto spazio nell'ambiente ad un senso di frustrazione ed impotenza. Nessuna certezza, se non a parole. Parole, le stesse che hanno con ogni probabilità condannato Cappa agli occhi della gente della Banda, stanca di vedere sul terreno di gioco l'esatto contrario di quanto dichiarato ai microfoni dal Filosofo. Nessuna traccia del bel calcio, del possesso palla, dei movimenti armoniosi e costanti promessi dall'ex tecnico dell'Huracan: sono bastate infatti poche partite perchè i primi segnali incoraggianti lasciassero spazio al caos, alla disorganizzazione e all'incertezza. Mai gli stessi uomini, mai un modulo preciso e ben definito, mai la parvenza di un certo equilibrio all'interno del sistema di gioco. Nella tempesta l'unico in grado di mantere la rotta è stato per un periodo capitan Almeyda, ma alla fine anche lui ha dovuto arrendersi a causa di un infortunio.

Cappa paga la mancanza di tempo per lavorare su una squadra ereditata completamente allo sbando, la fretta di un ambiente che non si può permettere di aspettare e programmare esclusivamente nel lungo periodo. Non ha mai veramente legato con il Monumental e nelle ultime settimane la gente di Nunez ha più volte manifestato il suo disappunto nei confronti delle scelte del tecnico di Bahia Blanca. Gli esempi più eclatanti? L'incomprensibile sostituzione del giovanissimo Erik Lamela nell'intervallo della partita pareggiata contro il Gimnasia La Plata che ha scatenato l'indignazione di tifosi e addetti ai lavori e soprattutto l'accantonamento di Alexis Ferrero. Il Patron non è certamente un difensore di livello mondiale, anzi, dal suo recente arrivo gli errori piuttosto gravi non sono stati rari, ma assieme ad Almeyda ed Ortega è uno dei leader dello spogliatoio del River Plate e la sua assenza dal campo si è fatta sentire in termini di carattere e personalità. Il suo ingresso nella ripresa del Clasico contro il Racing ha fatto vibrare le tribune del Monumental in un boato che ha sorpreso chiunque: non una splendida ovazione per uno degi idoli della tifoseria riverplatense, ma un autentico grido di battaglia per un giocatore che agli occhi dei tifosi, seppur fra alti e bassi, ha sempre dato il massimo.

Abbandonata dunque l'idea del tiki-tiki, la dirigenza dei Millonarios dovrà ora trovare al più presto il sostituto ideale per riuscire laddove hanno fallito Gorosito, Astrada e lo stesso Cappa. Il favorito in questo momento sembra il Tolo Gallego, ex-vice di Passarella, già allenatore del River Plate in passato ed attualmente libero dopo l'incomprensibile licenziamento da parte dell'Independiente. Un altro nome che stuzzica i palati dei tifosi del River Plate è quello del Loco Marcelo Bielsa, fresco di dimissioni dalla panchina della nazionale cilena per motivazioni politiche. Questa volta Passarella cosa sceglierà? Il materialismo del Tolo, già autore di un mezzo miracolo sulla panchina del Rojo di Avellaneda, oppure opterà ancora una volta per un allenatore votato ad un calcio altamente spettacolare come Don Marcelo?

2 commenti:

  1. Bielsa mi stuzzicherebbe davvero tanto...ma anche Gallego all'Independiente ha fatto benissimo, speriamo che il River cada in piedi...

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  2. Bielsa stuzzica troppo anche me! L'unico dubbio è che, come Cappa, potrebbe aver bisogno di un po' di tempo per dare la sua impronta di gioco alla squadra.

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